Sulle vicende agricole della Valsugana

Titolo: Sulle vicende agricole della Valsugana. Un racconto per immagini
Anno: 2020
Autori: Irene Fratton (a cura di)
Editore: Ecomuseo della Valsugana, Croxarie
Abstract: Le fotografie presenti in questo catalogo sono in buona parte esposte al parco fluviale di Bieno nella mostra “Sulle vicende agricole della Valsugana”, dal primo luglio al 31 agosto 2020. Gli autori sono vari e non sempre conosciuti, dato che le fonti sono diverse: archivi comunali, collezioni private, biblioteche. Sono senz’altro pregiate una serie di immagini scattate da don Cesare Refatti e da Luigi Cerbaro (1914-1968), fotografo di professione prima a Borgo Valsugana e poi a Bassano del Grappa, che nelle sue opere ha documentato i diversi mestieri dell’agricoltura. Tutte le fotografie, però, anche quelle scattate da mano meno esperta, sono significative nel mostrare gli ultimi periodi di sopravvi-venza di molte tradizioni legate al lavoro agricolo: offrono uno spaccato interessante sul mondo contadino di ieri, sulla sua durezza ma anche sul suo fascino. Fonte delle informazioni per questo testo, per il materiale fotografico e per la mostra è il volume “Sulle vicende agricole della Valsugana. Notizie e appunti tra Otto e Novecento”, un esaustivo saggio storico sullo sviluppo agricolo di questa valle, scritto da Franco Gioppi ed edito nel 2018 dall’Associazione Agraria di Borgo Valsugana. A loro un sentito ringraziamento per aver consentito la realizzazione di questo progetto.

Nereidi

Titolo: Nereidi
Anno: 2018
Autori: Claudio Bellin, Nereo Tomaselli
Editore: Croxarie
Abstract: Nereo, figlio di falegname con una grande passione per il disegno, studia all’istituto d’arte di Trento, dove si diploma nel ‘56. Poi il Magistero d’Arte a Firenze, dove ottiene la laurea. Inizia così una lunga carriera da insegnante nelle scuole medie di Grigno, Tezze, Pieve Tesino, Strigno e all’Arcivescovile di Trento. Nel frattempo però lui continua a sperimentare: tecniche diverse, olio, acrilico, soprattutto in un periodo in cui si cimenta nell’astrattismo, pur non riuscendo a liberarsi completamente da forma e materia. Solo in seguito, con l’areografo, il passaggio tra i due mondi risulterà perfettamente naturale.
Alla fine Nereo ritorna sempre alla sua passione: il legno, ereditata dal padre assieme alle tecniche per “plasmarlo”. Lo usa naturale o policromo, lavorato a mano o a macchina, con riferimenti a grandi artisti come Depero nella festosità delle forme, a Vallazza negli intarsi o a Brancusi nella ricerca della verticalità ma il lavoro complessivo risulta assolutamente unico e personale.

Libera nos a malo

Titolo: Libera nos a malo. Tracce di devozione popolare
Anno: 2017
Autori: Attilio Pedenzini (a cura di)
Editore: Ecomuseo della Valsugana, Croxarie
Abstract: Per la salute, per il raccolto, per il futuro dei figli, per il ritorno a casa, per la prosperità, contro le calamità naturali, contro la guerra, contro la malattia. Lo sguardo al divino è una presenza costante nella nostra società post contadina, post industriale, post tutto, e assume il tono spaventato di una richiesta d’aiuto, della paura di non riuscire a coabitare il qui e ora, del fare i conti con l’imponderabile. È una religiosità che pesca a piene mani dalla semplice vita dei campi, si nutre di simboli e di riti, cerca nel pastore la guida per piegare una natura più matrigna che madre. Offre, infine, la speranza di vincere la morte, di sopravvivere alla consunzione del corpo.Sono tantissimi i percorsi di ricerca offerti dalla devozione popolare. L’Ecomuseo ha iniziato, a partire dal 2013, promuovendo la conoscenza e le visite delle Sacre dimore. Nel nostro sito web sono disponibili le schede e la mappa di tutte le chiese (quest’ultima la trovate anche in appendice a questo catalogo). Ora il cammino prosegue, senza pretese di esaustività, attraverso la suggestione delle immagini. La mostra ci accompagna infatti in un viaggio volutamente non cronologico attraverso alcuni momenti di devozione pubblica, dove il dialogo con il divino da personale diventa collettivo, nei suoi segni, nelle sue presenze, nei suoi rituali, quasi ad amplificare la richiesta di sempre: “libera nos a malo”.

Paesaggi da cartolina

Titolo: Paesaggi da cartolina. Saluti dall’ecomuseo
Anno: 2013
Autori: Attilio Pedenzini (a cura di)
Editore: Ecomuseo della Valsugana, Croxarie
Abstract: L’Ecomuseo è un ente nato dalla collaborazione degli otto comuni e del Circolo Croxarie al fine di valorizzare e promuovere un ambiente e un paesaggio unici all’interno della Valsugana orientale, dagli alpeggi in quota fino al fondovalle attraversato dal fiume Brenta. Proprio il paesaggio è il tema di questa ricerca, il suo lento e incessante divenire e trasformarsi attraverso il legame simbiotico tra la presenza e le attività dell’uomo e l’ambiente. In questo contesto la cara vecchia cartolina diviene mezzo privilegiato per osservare lo stratificarsi di relazioni e mutazioni che ha come centro i nuclei urbani e la loro straordinaria capacità di farsi testimoni del tempo. Le cartoline, piccoli ritagli di cartoncino illustrato, offrono così la possibilità di osservare luoghi familiari con gli occhi del viaggiatore dei decenni passati e di mettere questo sguardo antico in relazione con la nostra contemporaneità. È proprio questa la funzione dell’Ecomuseo: nessuna volontà di fermare il tempo o museificare il paesaggio; solo la determinazione di accompagnarne l’evoluzione nel rispetto di ciò che siamo stati e di ciò che vorremmo consegnare ai nostri figli in un epoca dove le distanze sono state azzerate e l’identità di un territorio diviene genuina piccola ricchezza da offrire al mondo, non certo alibi per chiudersi in se stessi.   La mostra non sarebbe stata realizzabile senza la disponibilità di Fabio Martinelli e Giulio Coradello, che hanno messo a disposizione i loro archivi. Non li ringrazieremo mai abbastanza per aver voluto condividere il frutto di decenni di appassionata ricerca. 

Il tutto in poco

Titolo: Il tutto in poco. Catasto e mappe franceschine nella Valsugana orientale e Tesino
Anno: 2013
Autori: Franco Gioppi
Editore: Croxarie
Abstract: Il Catasto come “carta d’identità” di un territorio è una definizione, ricca di significati storici e culturali, nella quale si condensa uno degli aspetti più significativi dell’Istituto catastale; dunque non solo fiscalità, non solo aspetti geometrici, non solo abbozzi, mappe, protocolli ma una poderosa e complessiva opera che sintetizza e rappresenta un territorio, il suo utilizzo e la sua evoluzione nel tempo, caratterizzata da un aggiornamento continuo e minuzioso. La carta d’identità del Catasto trentino era e rimane austriaca. Questo per alcuni motivi: la lungimirante visione di Maria Teresa d’Austria, che ha voluto creare un archivio dei possessi di tutto l’impero (sulla base dell’esperienza del Censo Milanese di Carlo VI), portato avanti dai discendenti della casata d’Asburgo (salvo un piccolo intervallo napoleonico) con vari “aggiustamenti” dettati dalle crescenti conoscenze matematiche e scientifiche, all’epoca in forte sviluppo; l’appartenenza del Trentino al Land Tirol con conseguente estensione del Catasto a tutto il nostro territorio; lo stretto collegamento con il Libro fondiario, altro Istituto di derivazione austriaca, “impiantato” e cioè fondato sulla base dei dati catastali; il mantenimento in conservazione del Catasto Fondiario ex-austriaco nella nostra regione anche dopo il passaggio all’Italia, riconoscendo le indiscusse qualità del sistema di gestione immobiliare austriaco (Catasto Fondiario/Libro fondiario) con la circolare del Ministero delle Finanze (1932); non ultime, l’amministrazione autonoma del Catasto, prima in carico alla Regione (1978) e poi alle due province autonome (2004), con norme di attuazione dello Statuto speciale d’Autonomia. Centocinquant’anni (l’impianto catastale nel Tirolo è dal 1855 fino al 1861), nel corso dei quali il territorio del Trentino ha conosciuto profonde e radicali trasformazioni, essenzialmente imputabili al passaggio epocale da un’economia di natura prevalentemente contadino/artigianale di tipo familiare all’attuale impostazione industriale/commerciale, cui avrebbe fatto da riscontro lo sviluppo di un’agricoltura intensiva, specialmente orientata alle produzioni frutticola e viticola. In questo contesto uno sviluppo senza precedenti è rappresentato dal settore edilizio, tanto privato che pubblico, che, a far data dagli anni del boom del secondo dopoguerra, ha interessato ampi ambiti territoriali coinvolgendo i grandi centri urbani ma anche i più piccoli insediamenti. Di tali mutamenti la mappa catastale è stata fedele testimone.

Penne nere a Strigno

Titolo: Penne nere a Strigno
Anno: 2012
Autori: Attilio Pedenzini (a cura di)
Editore: Comune di Strigno e Croxarie
Abstract: In occasione dell’ottantacinquesimo anniversario del Gruppo Alpini di Strigno, questa edizione delle “Istantanee di comunità” è dedicata alle penne nere che dagli anni Cinquanta del secolo scorso in poi hanno “abitato” la Caserma Giuseppe Degol e il paese, divenendone un elemento distintivo che ancora vive nel cuore e nel ricordo della gente di Strigno. In questi anni il paese ha subito profonde trasformazioni, che proprio in questo periodo riguardano anche il complesso della caserma. È il naturale scorrere del tempo che le richiede, ma il legame con gli alpini non è fatto di muri, ferro e legno. Si nutre piuttosto di alimenti meno tangibili ma molto più profondi, impossibili da sradicare o dimenticare.

Fogo, acqua e altre catastrofi

Titolo: Fogo, acqua e altre catastrofi
Anno: 2011
Autori: Attilio Pedenzini (a cura di)
Editore: Comune di Strigno e Croxarie
Abstract: I vigili del fuoco volontari sono una presenza familiare da ben oltre un secolo: anni attraversati da due guerre mondiali, alluvioni, incendi, calamità di ogni genere. Sono anche uno straordinario esempio della fatica, del coraggio e della dedizione richiesti dal prendersi cura di una comunità nei suoi momenti più cupi come in quelli più luminosi. Tutto questo cammina appena sotto la superficie di una mostra che non può avere intenti documentaristici né vuole restitu-ire nella sua interezza una storia che ha saputo superare i confini di paese per raggiungere anche le più lontane richieste d’aiuto. Questa mostra vuole invece toccare le corde più personali e profonde della memoria, dalla quale riemergono anche i volti e le voci di chi non c’è più, per riportarci alle labbra un piccolo grazie quando la sirena lacera l’aria o la strada si colora del rosso delle autopompe

Saluti e baci

Titolo: Saluti e baci. Strigno: i luoghi della memoria
Anno: 2011
Autori: Attilio Pedenzini (a cura di)
Editore: Comune di Strigno e Croxarie
Abstract: Il paese, soprattutto per chi ne è lontano, è un’entità rassicurante. La piazza, le vie, le case, ci dicono che qualsiasi cosa accada, qualunque vicenda personale o collettiva abbia in serbo per noi la vita, ci sarà sempre un luogo familiare, conosciuto, amico, dove ritrovarsi e ritrovare i segni della nostra storia. Ma il paese cambia. Giorno per giorno ripensa i propri spazi e le proprie funzioni accompagnando la comunità nel suo divenire.  Il tema delle “Istantanee di comunità” del 2011 è proprio questo lento adattarsi dei luoghi alle persone che li vivono. Leggerne le tracce e osservarne le testimonianze è il modo migliore per comprendere che l’immutabilità non è prerogativa né dell’uomo né del paesaggio, ma è anche un’esortazione a ricercare l’equilibrio, salvaguardare un’identità, coltivare il rispetto. 

Barba e capelli IVA compresa

Titolo: Barba e capelli IVA compresa
Anno: 2009
Autori: Luigi Zambiasi
Editore: Comune di Strigno e Croxarie
Abstract: Maneggiare la memoria è sempre un’operazione delicata, da intraprendere con rispetto e pazienza. La memoria fotografica di una comunità è fatta di tante istantanee “di famiglia” che documentano fatti, persone, luoghi, dove la maestria del fotografo cede necessariamente il passo al valore documentaristico dello scatto. A volte però capita di imbattersi in una fortunata combinazione di testimonianza e bravura tecnica di chi osserva attraverso l’obiettivo. E’ il caso di Luigi Zambiasi, che inaugura le “Istantanee di comunità” con una selezione del suo sterminato archivio, riportando alla memoria i volti di un passato recente in termini storiografici, reso lontano dalle profonde mutazioni vissute dalla nostra comunità negli ultimi decenni. è uno squarcio di luce dove prevale, nell’insieme, l’arte di saper fissare sul negativo l’essenza stessa di un periodo storico attraverso un ritratto, uno sguardo, un sorriso.

Eugenio Prati. Il pittore che narrò la vita trentina dell’Ottocento

Titolo: Eugenio Prati. Il pittore che narrò la vita trentina dell’Ottocento
Anno: 2007
Autore: Elisabetta Staudacher
Editore: Croxarie
Abstract: Con questo libro-monografia sul pittore valsuganotto protagonista, assieme a Giovanni Segantini e Bartolomeo Bezzi, della cultura artistica dell’Ottocento, nel centenario della scomparsa (1842-1907), la storica dell’arte Elisabetta Staudacher ci conduce all’interno del suo mondo, accompagnandoci lungo gli anni che scandiscono la vita, i rapporti, gli scambi, i successi e, soprattutto, aprendoci i carteggi intercorsi tra l’artista stesso, i suoi genitori, la contessa Virginia Alberti Poja, la figlia baronessa Giulia Turco Turcati, il barone a Prato.