Carlo Scantamburlo. Omnia mutantur

Roncegno Terme, Borgo Valsugana, Castel Ivano, Grigno, Primiero San Martino di Castrozza: dal 7 luglio all’1 settembre 2024.

Omnia mutantur

Il 16 marzo 2023 il Trentino e la Valsugana hanno appreso attoniti della improvvisa scomparsa di Carlo Scantamburlo, notissimo artista di Roncegno Terme. Ora, a un anno di distanza, la sua terra gli rende omaggio con un progetto espositivo pluriennale e su più sedi che testimonia la sua arte.

Omnia mutantur, questo il titolo della mostra preso dalle “Metamorfosi” di Ovidio (Omnia mutantur, nihil interit: tutto muta, nulla perisce), ripercorre tutta la carriera artistica di questo maestro della scultura su legno. Sono cinque le sedi espositive, nelle località che maggiormente hanno rappresentato un punto di riferimento nella sua vicenda umana e artistica: Casa Raphael/Palace Hotel nella “sua” Roncegno Terme, Palazzo Ceschi a Borgo Valsugana, lo Spazio civico Albano Tomaselli di Castel Ivano, l’Antica Pieve di San Giacomo e San Cristoforo a Grigno e il centro visitatori del Parco di Paneveggio Pale di San Martino a Villa Welsperg.

Nella mostra, curata da Fiorenzo Degasperi, i cicli scultorei che hanno caratterizzato questo particolarissimo artista, grande conoscitore delle caratteristiche e delle possibilità offerte da ogni essenza arborea dell’amato bosco: dalla “Metamorfosi delle streghe” alla “Xiloteca delle piante trentine” a “L’isola che non c’è”, “Tavole del corpo umano”, “Foglie di carne”, “A fior di pelle”, “Sedie”, “Civiltà contadina e famiglie accessorie”, fino agli incompiuti “Farfalle” e “L’anima del legno”: tutte ampiamente documentate nel ricco catalogo edito da Litodelta.

Carlo Scantamburlo nasce a Roncegno Terme nel 1951. Si forma artisticamente attraverso diverse esperienze: studi artistici e tecnici del restauro del legno, si appropria delle tecniche del disegno e dell’acquerello per dedicarsi infine alla scultura. è stato fondatore dell’associazione d’arte “Il Melograno” con la quale partecipa a mostre sia in ambito locale che fuori regione.

È tra gli scultori del legno che hanno dato nuova vita, rinnovandola, a questa disciplina sia per le capacità tecniche e le conoscenze di tutti gli aspetti e molteplicità della materia che per la complessità del suo universo simbolico. Pur spingendo le sue opere a notevoli livelli di astrazione ha sempre mantenuto uno stretto rapporto con la realtà che lo circonda.

L’ambiente della sua valle è prepotentemente rappresentato sia nella scelta delle essenze che nella rappresentazione di alberi, animali, figure del folclore.

È interessante osservare come lo scultore, attraverso l’esperienza via via maturata, fosse riuscito felicemente a coniugare materia e forma realizzando opere molto comunicative che rappresentano il frutto di una costante ricerca artistica. Opere mai superficiali ma con un grande spessore concettuale in cui convivono in perfetto equilibrio gli antichi saperi dei conoscitori del legno – il saper lavorare la materia – con le idee figurative innovandole nella forma.

La natura, umana, animale e vegetale, era il fulcro del suo operare. Infatti il desiderio di Carlo era ripetere, talvolta inconsciamente, lo schema generale della natura di cui egli faceva parte, essendo formato di sangue, acqua, carne come carne, acqua e sangue è la composizione primaria del legno. Ogni volta che intagliava, creando libri, streghe, acerbe ninfe e voluttuose sirene, parti del corpo umano – in realtà forme per cercare l’impossibile filo d’Arianna che potesse ricucire lo strappo con il mondo di un corpo ormai demitizzato – ripeteva l’antico gesto di trasferire l’ordine generale del cielo in un luogo particolare, la scultura, avente al centro l’irruenza e al contempo la pacatezza dell’artista. Ciò è potuto avvenire perché Scantamburlo ripeteva ciò che, illo tempore, fece il grande Intagliatore estraendo dalla notte la luce e l’uomo dalla terra. Anche gli dèi dovettero usare il volgare metallo chiamato ferro, come lui usava la sgorbia, per definire i confini del mondo e dei mondi (vegetale, minerale, animale) degli uomini con quello degli dèi una volta che questi ultimi smisero di banchettare assieme.

Omnia mutantur vuole essere un omaggio della sua terra a un artista che ha lasciato un segno indelebile nell’arte e nella vita sociale delle comunità della Valsugana orientale e del Trentino. È un progetto espositivo che vede compartecipi numerosi enti, associazioni e aziende che hanno accompagnato la vicenda umana e artistica di Scantamburlo e che ne piangono la prematura e improvvisa scomparsa: La Comunità Valsugana e Tesino, i comuni di Roncegno Terme, Borgo Valsugana, Castel Ivano e Grigno, il Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino, Casa Raphael/Palace Hotel, Croxarie, la Cassa rurale Valsugana e Tesino, GNP Gruppo Nord Petroli, Litodelta e Rievoluzione.it.

CARLO SCANTAMBURLO
Formatosi attraverso diverse esperienze, dagli studi artistici e tecnici al restauro del legno, si dedica al disegno e all’acquerello, per passare poi alla scultura. A Roncegno Terme è fra i fondatori dell’Associazione “Il Melograno”, con la quale partecipa a mostre in ambito locale e fuori regione.

Nel 2000 allestisce la mostra permanente “La metamorfosi delle streghe” presso il municipio della frazione di Agnedo (Castel Ivano). Contemporaneamente realizza, per il Parco di Paneveggio, una xiloteca delle piante trentine (80 libri in legno) di essenze diverse, in esposizione presso Villa Welsperg, Centro Visitatori di Primiero San Martino di Castrozza. Alcuni libri di legno sono in esposizione presso un monastero tibetano.

Tale esperienza si rivelò molto significativa per il suo percorso artistico portandolo a conoscere e operare con molte essenze diverse, esercizio che lo faciliterà in seguito nella scelta delle essenze che meglio si adattano all’opera e al messaggio da trasmettere. Molte sono le attività artistiche a cui partecipa in Germania (Berlino, Lipsia) e nel Brandeburgo in particolare.

Attraverso l’esperienza via via maturata, è riuscito nel corso degli anni a coniugare felicemente materia e forma realizzando opere molto comunicative che rappresentano il frutto di una costante ricerca artistica.

È scomparso il 16 marzo 2023 lasciando un vuoto umano oltre che artistico.
Hanno scritto di lui: Roberta Fiorini, Elisa Aneggi, Mario Cossali, Ierma Sega, Fiorenzo Degasperi, Renzo Francescotti, Alessandro Fontanari, Renzo Maria Grosselli, Elena Fontana, G. Rizzi, De Vidi, Tineke Hoogendam, Massimo Libardi, Vittorio Fabris.

OMNIA MUTANTUR. IL CATALOGO
È disponibile gratuitamente in tutte le sedi espositive, fino a esaurimento delle scorte, un ricco catalogo che ripercorre tutta l’attività artistica di Carlo Scantamburlo, con i contributi di Fiorenzo Degasperi (curatore della mostra), Alessandro Fontanari Nerofonte e Massimo Libardi.

OMNIA MUTANTUR. IL SITO WEB
Omnia mutantur è anche un sito web, disponibile all’indirizzo http://scantamburlo.croxarie.it/, dove è possibile approfondire il progetto e conoscere gli orari delle diverse sedi espositive.